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Visit S. Elia Fiumerapido

"Il Borgo degli angeli tra il Rapido e Valleluce"

Come un luogo, un paesaggio, un edificio può raccontarsi, schiudendosi al turista?

Attraverso lo studio cartografico e la ricognizione attenta dei luoghi si intende suggerire un itinerario dal sapore archeologico che non escluda quegli intrecci identitari cardine di un paese, avendo cura di sottolineare e sollecitare attraverso la cultura materiale relazioni più ampie nel territorio con particolare interesse e per le vie di terra e d'acqua.

L' idrogeomorfologia condiziona sensibilmente il borgo e la campagna circostante e il Rapido è il principale attore di un racconto che affonda le sue radici nei secoli: il fiume, qui, si fa custode, scrigno e compartecipe del disegno di una valle che volutamente non esclude elementi che parrebbero accessori come la campagna e le zone produttive. Sempre qui, in quello che era l'ager casinas, i nomi continuano a parlarci, lasciando traccia di un'organizzazione territoriale progettata a maggior beneficio dell'abazia di Montecassino in termini di materie prime essenziali. 

Soffermandoci su nomi quali Verdara, Vicenne, Il Campo, Le Vigne chiara appare la vocazione agricola di tali località e bene se ne comprende la continuità temporale. Sulla stessa linea di ragionamento toponomastico, le località Querceto, Nocione, L'Oliveto raccontano di come l'attività agricola precedentemente incentrata si contemperasse di quella boschivo/pastorale fotografando così un ecosistema variegato ed autosufficiente.

Il borgo è ferocemente segnato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma la storia lascia segni tangibili ben leggibili nel palinsesto paesaggistico.

Nella speranza di aver incuriosito l'orecchio e le gambe del viaggiatore, lo invitiamo a porgervi uno sguardo...

Buona visita!

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